Pellegrini al paese di Cuccagna

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Pellegrini al paese di Cuccagna


Pellegrini diretti al paese di Cuccagna che inseguono la felicità in terra. Camminatori con bisaccia, bordone e schiavina lungo la Via Francigena. Cappelli carichi di conchiglie e olio rubato ai santi. E’ una bella storia di viaggi e viaggiatori quella che Umberto Broccoli ha raccontato in due puntate sul settimanale Sette, l’allegato del venerdì del Corriere della Sera.

Lo scrittore e conduttore radiofonico (chi ricorda la trasmissione Con parole mie su Radio1?) racconta le origini del viaggio, del viaggio a piedi. Per lui il pellegrino medievale è un po’ l’antenato del turista moderno: va in giro con una meta e le sue esperienze personali diventano esperienze di tutti i pellegrini in viaggio dopo di lui. Le destinazioni predilette sono Roma e Gerusalemme, “e spesso si risparmiava per una vita intera pur di far questo viaggio“.

L’equipaggiamento del camminatore medievale? Niente scarpe da trekking e bastoncini per il nordic walking, ovviamente, ma bisaccia, bordone e schiavina. Nella prima, tenuta ben stretta, veniva custodito il poco denaro a disposizione. Il bordone è un bastone di legno con punta di metallo. La schiavina è una veste larga di stoffa ruvida, tutt’altro che comoda, come rivela il suo nome.

Solo qualche centinaia di anni dopo fa la sua comparsa il cappello a tese larghe e rialzato sul davanti, poi diventato parte integrante dell’iconografia classica del pellegrino del Medioevo. E quel cappello, come ricorda Broccoli, si carica di tutto. Sono formidabili le citazioni letterarie dell’epoca. Come quella di un pellegrino di Langland che aveva

un centinaio di ampolle attaccate al suo cappello
emblemi del Sinai e conchiglie di Galizia
e molte croci sul suo mantello e chiavi di Roma
e la veronica, anzitutto; perché gli uomini devono sapere
e vedere dai suoi simboli che aveva ammirato
“.

Insomma, il cappello di Langland raccontava dove il camminatore aveva messo i piedi.

Ma qual è il senso del viaggio per l’uomo medievale? La direzione è “un mondo nel quale trovare tutto quanto non esiste in questo mondo“. E’ il paese di Cuccagna dove abbondano cibo a volontà, fiori, frutta, serenità e felicità: beni rari in quei secoli.

E poi ci sono le storie, le tante storie da raccontare. Chi viaggiava – spiega Broccoli – cercava racconti ovunque, per appropriarsene e riprodurne la trama con tanti particolari: una piacevole abitudine che si rinnova anche adesso.

TraTerraeCielo
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Abbiamo la convinzione che il cambiamento del pianeta nasca all’interno di ognuno di noi, dall’attenzione che poniamo al cibo che scegliamo, dalla qualità delle relazioni che intratteniamo con il mondo esterno e con noi stessi/e, dal tipo di benessere che ci doniamo.

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