Dolomiti, montagne metafora della vita

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Dolomiti, montagne metafora della vita

Camminare da rifugio a rifugio. Convergere il versante di sinistra della Val Badia con quello di destra, unire l’Alta Via numero 1 con la numero 2, trascorrere dalla parlata veneta alla ladina e alla tedesca senza accorgersene. Più che un viaggio a piedi, quello sui sentieri dei parchi naturali è un pellegrinaggio nel cuore mistico e mitico delle Dolomiti. Un itinerario speciale nel mistero dell’enrosadira, quel miracolo vespertino che conquista per sempre chi vi abbia assistito una sola volta. I Monti Pallidi, sì, sono una dinamo che accende la nostalgia con le sfumature indefinibili della roccia al tramonto, quando trascolora dal grigio al bordeaux, tanto che in nessun momento sai decidere quale sia la sua tinta: appena credi di aver capito è già cambiata.
La guida ambientale delle Vie dei Canti Maurizio Barbagallo non ha dubbi: le Dolomiti sono le montagne più belle del mondo. “Nonostante tutti i tentativi che sono stati fatti per imbruttirle con condomini, impianti da sci, cementificazione diffusa – spiega – rimangono affascinanti e, in certe zone, selvagge. Basti pensare che in Val Canali, a pochi chilometri dal mondano San Martino di Castrozza, ci bighellona l’orso bruno“.
Intraprendere questo viaggio alle sorgenti del meraviglioso è un po’ una metafora della vita: sopra cime appuntite, gole, muraglie, cenge, speroni, castelli di roccia; sotto boschi, prati, pendii verdi, ruscelli gorgoglianti. Il tutto in un contrasto perenne fra l’aspro e il dolce, il repulsivo e l’accogliente, l’aguzzo e il morbido, l’arduo e l’agevole. Sono buoni motivi per immergersi nell’arcano di questo universo unico.

*** I VIAGGI A PIEDI DA FARE CON LE VIE DEI CANTI ***

L’Alta Via n. 1
21 – 27 luglio 2013

Da nord a sud, attraversando una grande varietà di ambienti naturali e umani. Dalla Val Pusteria, così ricca di influssi tirolesi alla ladina Val Badia e all’Ampezzano tra montagne famose in tutto il mondo, quali le Tofane o il Pelmo, scoprendo percorsi all’ombra delle cime, sempre in quota con pernottamenti in rifugi sopra i 2.000 metri. E, se le condizioni lo permettono, è possibile anche salire alcune cime e oziare sull’altopiano del Mondeval.

L’Alta Via n. 2
15 – 20 luglio 2013

Tra fiabe, saghe, uomini selvatici, fate e streghe delle Dolomiti. Dal Passo Pordoi al Passo Cereda in ambienti molto vari tra di loro: non solo l’altopiano roccioso delle Pale di San Martino che ispirò a Dino Buzzati il suo Deserto dei Tartari, ma anche pascoli e boschi di abeti e larici e la selvaggia Val Canali. Un percorso sul tracciato originale che attenua l’aspetto alpinistico con un solo breve tratto attrezzato.

L’Alta Via n. 3
28 luglio – 4 agosto 2013

Dalla Val Pusteria al Cadore alla Valle del Piave, attraversando massicci dai nomi noti a zone particolarmente selvagge. Qui capita di camminare per ore accompagnati dai branchi di camosci che ti osservano dall’alto delle cenge. E’ un variare continuo del paesaggio: dal verde ridente dei pascoli al bianco grigio rosa della dolomia, su cui albe e tramonti stendono una tavolozza infinita di calde sfumature.

*** IL LIBRO DA LEGGERE ***

Camminare in montagna è una pratica antica quanto l’uomo: negli ultimi due secoli è diventata non più soltanto una necessità, ma una pratica naturale e un modo di svagarsi, oltre che una delle attività che più contribuiscono al benessere psico-fisico.

La montagna però richiede qualche regola, un po’ di allenamento e l’equipaggiamento adeguato. Questo manuale offre le linee-guida dell’escursionismo: dall’abbigliamento, all’attrezzatura, dalla lettura delle carte topografiche fino all’orientamento nelle diverse condizioni ambientali e climatiche.

L’autrice Lorenza Russo cammina in montagna da quando era piccola. Alle Dolomiti ha dedicato, un libro di itinerari, Pallidi nomi di monti (1995). Negli ultimi anni ama molto le escursioni tra mare e macchia mediterranea, che le permettono di camminare anche d’inverno. Ha collaborato ad Alp, La Buona Neve e altri giornali di settore.

TraTerraeCielo
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Abbiamo la convinzione che il cambiamento del pianeta nasca all’interno di ognuno di noi, dall’attenzione che poniamo al cibo che scegliamo, dalla qualità delle relazioni che intratteniamo con il mondo esterno e con noi stessi/e, dal tipo di benessere che ci doniamo.

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