In cammino fra Toscana e Portogallo

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In cammino fra Toscana e Portogallo

Sempre in movimento. C’è il viaggio all’isola del Giglio e c’è il Cammino portoghese di Santiago che propone con Le Vie dei Canti. C’è la gestione di un rifugio che la tiene costantemente indaffarata. E come tutti, per la guida ambientale Federica Amaducci, ci sono piccoli e grandi desideri. Come recarsi nella valle percorsa dal fiume Douro, nel Portogallo, nota per i vigneti a terrazza per la produzione del vino Porto. Il suo sguardo, insomma, è sempre puntato in avanti.

C’è chi dice che la persona che parte e cammina per tanti giorni non è la stessa che torna. E allora, i viaggi a piedi sono un’occasione per cambiare vita? Secondo te predomina più l’attrazione o lo spavento?
Un viaggio di molti giorni è inevitabilmente portatore di cambiamenti. E’ una caratteristica che coinvolge sia i camminatori di lunga data che coloro che si avvicinano per le prime volte. A trarne giovamento è sia la forma fisica che quella mentale. I tempi si dilatano e diventa più facile e congeniale pensare, riflettere e valutare. E poi, a un certo punto, tutti avvertiamo l’esigenza di staccare dal quotidiano”.

Per i camminatori è cambiato qualcosa nell’isola del Giglio, dove conduci un viaggio a piedi, in seguito all’incidente della Concordia? O, come dice Paolo Rumiz, quella nave non è altro che un piccolo granello all’interno di uno spazio smisurato?
Credo che non andare all’isola del Giglio a causa dell’incidente sia decisamente sbagliato. I trekking ci sono sempre stati. Certo, recandosi oggi non puoi non notare quel colosso sull’acqua, ma anche questa può rappresentare un’occasione per aprire un riflessione sui nostri comportamenti. Tuttavia occorre farsi spingere non dalla curiosità, ma dal viaggio in piedi in sé”.

Fra le tante situazioni che hai vissuto nel tratto portoghese lungo il Cammino di Santiago, dove è in programma un viaggio a piedi a Capodanno, quali sono quelle che ti hanno maggiormente colpito in positivo e in negativo?
Ho sempre mantenuto un approccio personale perché penso che ogni cammino sia sempre diverso dall’altro. La mia paura è di fermarmi ai ricordi e di essere troppo nostalgica. Ma tutte le volte che percorro il Cammino, l’esperienza si rinnova in forme sempre diverse e, in qualche modo, metto da parte incontri e situazioni passati per vivere in pieno le nuove esperienze. Tra l’altro, questo del Cammino portoghese di Santiago è un viaggio particolare, a tratti anche faticoso, in cui si crea sempre uno spirito di gruppo e di condivisione più forte rispetto ad altri cammini”.

La Via Francigena come il Cammino di Santiago: è un obiettivo da perseguire o un risultato da scongiurare?
E’ un obiettivo da perseguire perché questo tipo di turismo sostenibile è preferibile rispetto ad altri. Certo, andrebbe strutturato con attenzione, ma sono convinta che la Via Francigena possa diventare come il Cammino di Santiago. Immagina quanto possa essere bello ed entusiasmante vedere camminare tanta gente nelle nostre campagne. A catena, poi, ci sarebbero tante altre ricadute positive, sia sull’ambiente che nella diffusione di un nuovo modo di vivere. E’ un insegnamento didattico più efficace di tanti corsi e fiere. Non va dimenticato che la Francigena è nata prima di Santiago ed ha avuto conseguenze molto profonde sulla civiltà: un motivo in più per valorizzarla”.

La parte più difficile di un viaggio è partire ovvero cambiare abitudini o tornare cioè rinnovare le vecchie abitudini?
Entrambe le cose. Cambiare abitudini permette di rimanere giovani di mente ovvero di acquisire elasticità mentale e benefici fisici. All’inizio può stancare, ma in realtà si assaporano presto i piaceri. Allo stesso modo, tornare può essere difficile e spaventare dopo tanti giorni all’aria aperta. Di certo, è molto soggettivo”.

Quali sono i posti in cui ti senti a casa tua?
Beh, la Spagna e il Portogallo li sento un po’ miei. Dopo esserci stata con molta continuità per tanti anni e continuare a incontrare la gente di sempre, sono diventati una parte di te. A prescindere dai viaggi, mi sento a mio agio nei luoghi della macchia mediterranea”.

Qual è il viaggio che stai aspettando di fare?
Mi piacerebbe tornare verso l’Asia. Mentre a livello escursionistico vorrei andare nella Valle del Douro, in Portogallo, dove viene prodotto il celebre vino Porto”.

Hai partecipato alla Festa del Camminare dello scorso anno? Che idea di ti sei fatta? Cosa ti aspetti dall’edizione 2013?
Ho ricavato un’ottima impressione per la presenza di molte famiglie e bambini. Sono ottimista per la prossima edizione e mi aspetto la stessa piacevole atmosfera. E spero di poter portare di nuovo mia nipote”.

TraTerraeCielo
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Abbiamo la convinzione che il cambiamento del pianeta nasca all’interno di ognuno di noi, dall’attenzione che poniamo al cibo che scegliamo, dalla qualità delle relazioni che intratteniamo con il mondo esterno e con noi stessi/e, dal tipo di benessere che ci doniamo.

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