Qual è il potere del cibo?

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Qual è il potere del cibo?

Un regime alimentare corretto ed equilibrato ha ripercussioni positive sulla nostra salute. Non è però soltanto un fattore preventivo: oggi molti scienziati sostengono che il cibo possa essere una vera e propria terapia, in grado di contrastare l’andamento di una malattia, e a volte addirittura di guarirla.

Quali sono quindi gli alimenti che non devono mai mancare sulla nostra tavola? Come rendere un bisogno fisiologico dell’uomo – la nutrizione – qualcosa di più che un semplice rifornimento di energia? Quali scelte dobbiamo privilegiare per rendere l’alimentazione un atto salutare, che protegga l’organismo dalle malattie del benessere ormai dilaganti nell’opulenta società occidentale?

Nel convegno “Il Potere del cibo. Viaggio guidato alla scoperta delle antiche tradizioni e delle nuove tendenze alimentari” sarà fornita un’articolata risposta. Si parte da lontano, soffermandosi dapprima sulle tradizioni alimentari dell’Oriente: tre esperti illustreranno al pubblico la visione del Tibet, della Cina e dell’India.

Poi l’attenzione si sposterà sulla nostra realtà, e saranno passate in rassegna le nuove frontiere dell’alimentazione guidati da specialisti impegnati nella ricerca e nella divulgazione delle ultime tendenze. A chiudere, spazio a ricette originali e consigli pratici per rendere il cibo che portiamo quotidianamente in tavola un piacere anche per il palato.

I nomi di qualche ospite? In prima fila il professore Franco Berrino, esperto del rapporto fra cibo e salute. La sua capacità oratoria e la profonda conoscenza dell’alimentazione come strumento quotidiano di prevenzione e salute lo rendono uno dei personaggi più influenti e affascinanti nel panorama scientifico italiano.

Ecco in anteprima un breve sunto della sua relazione:

«La nostra salute dipende da noi. I nostri genitori ne hanno una piccola responsabilità, per l’eredità che ci hanno trasmesso, e per l’educazione che ci hanno dato, ma poi tocca a noi mantenerci sani. Gran parte delle malattie che oggi affliggono l’umanità sono prevenibili. Anche i governi, le politiche agricole e industriali, le istituzioni sanitarie, hanno responsabilità, per l’inquinamento, gli ambienti di lavoro nocivi, le politiche di mercato che affamano il terzo mondo e che avvelenano il primo. Collettivamente possiamo impegnarci per migliorare questi aspetti, ma moltissimo possiamo fare individualmente, per noi e per le nostre famiglie. Possiamo non fumare e pretendere che non si fumi in nostra presenza, possiamo scegliere un cibo sano, possiamo fare esercizio fisico e possiamo mantenerci snelli. Possiamo inoltre promuovere uno stile di vita sano nei nostri ambienti di vita, nelle scuole dei nostri figli, negli ospizi dei nostri anziani. Si dice spesso che non abbiamo possibilità di scelta perché non abbiamo tempo, per cui sempre in auto e solo cibi pronti. Soffermiamoci un istante a pensare a chi veramente non ha possibilità di scelta. Noi del primo mondo siamo dei privilegiati, siamo liberi di scegliere di non farci condizionare dalla società globalizzata. Un libro recente (Salt sugar fat: how the food giants hooked us, Sale zucchero e grassi: come i giganti del cibo ci hanno presi all’amo, di Michael Moss) analizza tutti i trucchi con cui le industrie alimentari ci spingono a mangiare sempre di più, fino ad ammalarci. Non lasciamoci prendere all’amo: scegliamo cibi semplici, naturali, cioè integrali e non trasformati dall’industria, che mette sempre troppo sale, zucchero e grassi di scarsa qualità, meglio se possiamo comprarli direttamente dai produttori. Per la salute nostra e per la salute del pianeta».

Appuntamento sabato 18 maggio 2013 presso Best Western Milton Hotel in via Butti 9 a Milano, dalle ore 10 alle ore 18. Maggiori informazioni sono disponibili in questa pagina.

TraTerraeCielo
TraTerraeCielo
Abbiamo la convinzione che il cambiamento del pianeta nasca all’interno di ognuno di noi, dall’attenzione che poniamo al cibo che scegliamo, dalla qualità delle relazioni che intratteniamo con il mondo esterno e con noi stessi/e, dal tipo di benessere che ci doniamo.

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