Un clandestino italiano in Tibet

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Un clandestino italiano in Tibet

Il Tibet dei tibetani, non quello dei tour operator. Se lo vuoi conoscere, l’unico modo è muoverti a piedi. Camminare. Ce lo insegna Flaviano Bianchini, nel suo ultimo libro “In Tibet. Un viaggio clandestino”, menzione speciale al Premio Chatwin 2010. Ce lo spiegherà con attenzione, esortato dalle domande dei partecipanti, all’incontro pubblico sulla bellezza del cammino, uno degli eventi in programma alla Festa del Camminare di Vicopisano, dal 23 al 25 marzo. “Non potevo sperare di entrare dentro il Tibet se non mi fossi mosso come si muovono i tibetani”, spiega Bianchini. “Oggi – aggiunge – raramente un uomo percorre lunghi viaggi a piedi. Non lo fa quando è imprigionato nella sua città tra lavoro e famiglia, ma non lo fa neanche quando decide di andarsene. Il vero viaggio, il viaggio di scoperta e di esplorazione, è solo il viaggio a piedi”. E allora ha indossato gli abiti da clandestino e si è recato nel Tibet di oggi per onorare una promessa fatta a un monaco buddista. “Vai tu e dimmi com’è”. Lui è andato, è tornato e glielo ha rivelato. Quelle confidenze saranno ora di tutti.

Organizzata dall’associazione Tra Terra e Cielo, nel programma della Festa del Camminare sono previsti incontri e confronti con camminatori di professione ed editori di libri sul cammino, escursioni quotidiane, mostre di fotografie, attività per bambini, visite, libri, merende di pane e olio del frantoio. A concludere le giornate c’è il Grande Falò ovvero la festa attorno al fuoco con percussioni e strumenti del mondo. Tutti gli eventi sono gratuiti. Qualcuno richiede la prenotazione.

Siamo a Vicopisano, borgo medievale, luogo ideale per camminare e promuovere la soddisfazione di bisogni innati, semplici e naturali.

Tutte le informazioni sono sul sito www.festadelcamminare.it

TraTerraeCielo
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Abbiamo la convinzione che il cambiamento del pianeta nasca all’interno di ognuno di noi, dall’attenzione che poniamo al cibo che scegliamo, dalla qualità delle relazioni che intratteniamo con il mondo esterno e con noi stessi/e, dal tipo di benessere che ci doniamo.

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