Michele Sbrana: “La bellezza sta nel cammino”

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Michele Sbrana: “La bellezza sta nel cammino”


Un toscano di Pisa che rinuncia alle piacevoli brezze serali d’estate per svegliarsi in inverno fra candide nevicate? Niente di strano se a spingerti in questo cambiamento è l’amore. Nel caso di Michele Sbrana, guida Vie dei Canti, è più corretto parlare di amori: quello per Francesca, con cui da circa 20 anni condivide la vita insieme a 3 figli, e quello per il camminare. Per Michele, nato «tra le colline e il mare, tra Tramontana e Libeccio, tra i polpi e le castagne» il trasferimento ha solo significato passare dalle «nuotate settembrine in mare» alle «passeggiate tra immensi boschi dai colori infuocati».

I monti e la gente del Trentino Alto Adige, ricorda, «mi hanno accolto e pian piano il vivere in montagna è divenuto il mio vivere». Cosa significa camminare lassù? «Le immagini che mi sovvengono sono un sentiero pieno di foglie che scricchiolano al passaggio degli scarponi, l’abbeverarsi a una sorgente che sgorga cristallina tra le rocce, il silenzio che solo la montagna ovattata da una giornata nuvolosa fa sentire, le stelle che si accendono nel firmamento e che sembra di poter toccare, l’odore del muschio bagnato dopo un temporale estivo, il passaggio silenzioso di un capriolo, visione fuggitiva e quasi rubata alla natura, il rumore di un albero che cresce lento in mezzo ad altri arbusti».

Per Michele la bellezza va condivisa: «La mia esperienza personale mi ha convinto a cercare di coinvolgere anche altre persone in questa magnifica avventura che è la montagna». Da qui il passo per diventare guida di media montagna, accompagnatore escursionistico Fie, consulente escursioni didattiche ed educatore ovvero a lavorare con i ragazzi e gli adulti, è stato breve: «Sono un educatore e mi occupo di tutte quelle attività che fanno stare bene e che allo stesso tempo avvicinano le persone a uno stile di vita più sano ed essenziale: dalla mountain bike all’arrampicata, dallo snowboard al trekking, passando anche per la barca a vela e il catamarano».

Condivisione significa anche confronto: «Sarei un bugiardo se negassi che alla fine di un’esperienza passata insieme ad altre persone quello che porto a casa sono i volti, gli sguardi, i sorrisi di chi ha condiviso con me questi momenti e mi ha regalato una parte dei propri sogni».

Il prossimo appuntamento con Michele è in occasione del viaggio a piedi sul Monte Pasubio, dal 22 al 26 luglio 2015, dentro le trincee, i camminamenti, gli avamposti e i piccoli forti della prima guerra mondiale. Il cammino si intreccia con il racconto. «Le varie storie, le lettere, la corrispondenza tra marito e moglie dal fronte – promette Michele – ci faranno risentire le parole che ci condurranno dentro un paesaggio particolare, dove i segni della grande guerra sono tuttora visibili».

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