Vivere leggeri: elogio della macrobiotica

Flamenco 1
IL FLAMENCO ACCOGLIE
21/08/2018
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Vivere leggeri: Elogio alla Macrobiotica 2
22/08/2018

Vivere leggeri: elogio della macrobiotica

yin e yang

yin e yang

Ho incontrato la Macrobiotica a Roma, sulla gradinata del Palazzo delle Esposizioni, anni ’70. Un signore distribuiva bigliettini di promozione di un ristorante macrobiotico in via Palermo, lì vicino. Menù completo di dolce lire 1.500.
Il sapore del dolce era identico a quello della minestra e di tutti gli altri piatti, ma il mio corpo apprezzava e digeriva meglio dei menù delle trattorie romane. Il primo dubbio di uno che ha fatto studi scientifici: si può vivere senza carne? Chi mi da la forza? E la B12? Gli elefanti sono vegani, eppure … La B12 non è nelle verdure, … domande simili si affollavano nella mente. Poi ho camminato per 15 giorni sulle dolomiti con Jacques Mittler e dei macrobiotici francesi: marcia dura senza paura, riso integrale e zuppa di miso con erbe selvatiche raccolte lungo il cammino (se le trovavi), notti sotto le stelle. Un conto è fare macrobiotica con la vita di ufficio, un conto con 8 ore di cammino, uno zaino di 20 kg sulle spalle ed i piedi che ti fanno male. FUNZIONA. Basta resistere alla voglia di fuga dei primi giorni per poi letteralmente VOLARE su e giù per i sentieri. Con la forza di un elefante e la leggerezza di Dumbo.

LA MACROBIOTICA NON E’ UNA DIETA. La Macrobiotica è uno stile di vita. La parola la inventò nel 1876 Cristophe Von Hufeland, naturopata, medico personale di Goethe e del re di Prussia nel libro L’arte di prolungare la vita umana, ed italiana Vienna, 1799

La parola la riprese George Ohsawa nel secolo scorso per promuovere le tradizioni orientali del Tao e dello Zen in chiave moderna e fare della Macrobiotica una filosofia naturalista, una medicina e soprattutto uno stile di vita ed una chiave per affrontare i problemi della vita quotidiana con lo Yin e lo Yang.

L’equilibrio dello Yin e dello Yang è l’obiettivo della Vita Macrobiotica. Se vivi sul mare o in montagna il tuo cibo sarà diverso, se fai il muratore o l’impiegato avrai bisogno di cibo diverso, se vivi sui ghiacci del Polo Nord mangerai il pesce che peschi facendo un buco nel ghiaccio perché hai bisogno di calorie per combattere il freddo, se vivi all’equatore mangerai cocco, ananas e banane perché il corpo ha bisogno di cibi freschi. Allo stesso modo nel clima temperato dell’Italia si mangia più frutta e insalate in estate, più fagioli, pesce, carne in inverno.

(continua)

Maurizio Baldini

 

TraTerraeCielo
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Abbiamo la convinzione che il cambiamento del pianeta nasca all’interno di ognuno di noi, dall’attenzione che poniamo al cibo che scegliamo, dalla qualità delle relazioni che intratteniamo con il mondo esterno e con noi stessi/e, dal tipo di benessere che ci doniamo.

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