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Rock me vegan | Paola Maugeri

Le sue ricette non indicano né grammature né calorie: «I cibi non hanno bisogno di queste indicazioni. Bisogna toccare, pensare con la propria testa e sporcarsi le mani». Paola Maugeri è stata una delle prime veejay italiane. Una di quelle, per intenderci, che tutte le volte che vede l’icona pop-rock Bono degli U2, può abbracciarlo e baciarlo. Per lei, abituata al calore e all’energia della musica rock, la rivoluzione dei comportamenti non passa dalle canzoni e dai palchi presi d’assalto dai giovani ribelli in cerca di modelli da seguire, ma dalla cucina: «Fare la spesa – ci spiega con un sorriso – è un gesto politico».

Ma come si diventa vegetariani in una famiglia siciliana degli anni ‘80, in cui non c’era Internet e i mezzi di comunicazione e di informazione erano scarsi?
«In realtà non ho deciso di diventare vegetariana, ma semplicemente di non mangiare gli animali. L’importante è sviluppare una coscienza e una consapevolezza rispetto a ciò con cui ci nutriamo. Non tutti diventeremo e dobbiamo diventare vegani: è una questione di yin e yang, il mondo è polare. Dobbiamo solo diventare più consapevoli».

Sei sottopeso?
«Nient’affatto, faccio sport, non sono debole e non ho i brufoli».

Mangiare da vegano è da snob?
«Se vuol dire rinunciare alla crudeltà e a non farsi infinocchiare, allora sono la più grande snob di questa Terra».

Costa di più essere vegani?
«Innanzitutto dobbiamo imparare a consumare di meno. Abbiamo frigoriferi e armadi pieni di roba di cui potremmo fare a meno. E allora spendiamo di meno e spendiamo meglio, anche se un singolo alimento costa 50 centesimi in più. Non capisco come la gente stia così attenta a cosa indossa e non a cosa ingerisce».

Com’è fatto il tuo supermercato ideale?
«Con etichette più chiare sui prodotti. E non solo sugli ingredienti: voglio sapere se la persona che ci ha lavorato sopra era felice. Spesso vado nei supermercati solo per leggere le etichette senza acquistare nulla».

E a chi dice che molti di questi alimenti non fanno parte della nostra cultura?
«Perché il mais e il pomodoro da dove arrivano? Nel tempo le abitudini cambiamo e si arricchiscono».

Come si cresce un bambino vegano? E come ti comporti con i tuoi figli?
«A loro preparo il tofu e il seitan e non c’è alcun problema. Anzi, si sviluppano meglio: 5 centimetri in più all’anno. I bambini crescono benissimo con i cereali e le verdure. Non servono la carne e il latte di un’altra specie».

Che rapporto hai con i pediatri?
«Esistono anche quelli sensibili rispetto a queste questioni: basta cercarli».

E con la scuola?
«Ho mandato mia figlio in un istituto in cui io posso cucinare per lui».

Alla luce di quello che vedi mangiare, ti fidi dell’essere umano?
«Come faccio a esserlo se lo strutto è quotato in Borsa?».

TraTerraeCielo
TraTerraeCielo
Abbiamo la convinzione che il cambiamento del pianeta nasca all’interno di ognuno di noi, dall’attenzione che poniamo al cibo che scegliamo, dalla qualità delle relazioni che intratteniamo con il mondo esterno e con noi stessi/e, dal tipo di benessere che ci doniamo.

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