
Pesci, anfibi e rettili, uccelli e mammiferi a sangue caldo: ciascuno di noi porta nelle vene una corrente salata, in cui sodio, potassio e calcio si combinano quasi nelle stesse proporzioni dell’acqua di mare.
Rachel Carson
Quando pensiamo al mare, pensiamo quasi sempre a ciò che si vede: l’orizzonte, le onde, il sole, la sabbia. Eppure il mare vive soprattutto di ciò che non vediamo.
Sotto la superficie del Mediterraneo si estendono immense praterie di Posidonia oceanica. Non è un’alga, come molti credono, ma una pianta. Silenziosa, discreta, indispensabile. Produce ossigeno, assorbe anidride carbonica, protegge le coste e ospita una straordinaria biodiversità. Un solo metro quadrato può produrre fino a venti litri di ossigeno al giorno. La vita del mare dipende anche da lei.
Forse succede qualcosa di simile anche a NONSOLOMARE dove ciò che conta non è sempre ciò che appare per primo. Certo, c’è il mare… raggiungibile con pochi passi attraverso la pineta. Ci sono le albe, i tramonti, il profumo della salsedine, il fuoco sulla spiaggia la sera e il tempo disteso dell’estate.
Ma c’è anche quello che non compare nelle fotografie.
Ci si sveglia presto, quando il campeggio è ancora silenzioso, e il corpo ritrova il movimento con lo yoga, il Qi Gong, il Tai Chi o altre pratiche che cambiano ogni settimana. Poi arriva il tempo del mare, senza fretta. Il pranzo condiviso, preparato con la nostra cucina naturale di ispirazione macrobiotica. I laboratori del pomeriggio, che possono essere danza, teatro, tessitura, narrazione, arti creative, riflessologia o canto. La sera ci si ritrova ancora, tra musica, spettacoli, balli e conversazioni che spesso continuano sotto i pini. E ogni settimana si cammina: una passeggiata lungo la riva e un’escursione nella Tuscia, per ricordarci che il mare non finisce sulla spiaggia ma dialoga con il territorio che lo circonda.
È questo che, da oltre quarant’anni, chiamiamo NONSOLOMARE.
Perché il mare è il luogo che ci accoglie, ma l’esperienza nasce dalle relazioni, dal tempo condiviso, dalla possibilità di rallentare e di tornare ad abitare il proprio corpo con naturalezza.
La Terra è un pianeta d’acqua. Gli oceani coprono oltre il 70% della sua superficie e la vita, miliardi di anni fa, è nata proprio lì. Forse è per questo che, quando ci fermiamo davanti al mare, proviamo una sensazione difficile da spiegare: non stiamo semplicemente andando in vacanza… in qualche modo, stiamo tornando a casa.