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Quando il mare cucina

cecinaLontano agosto 1284, dopo enormi contrasti dovuti all’egemonia sul mare, la Repubblica di Genova e la Repubblica marinara di Pisa arrivarono ai ferri corti e le flotte delle due repubbliche marinare si scontrarono nei pressi delle secche della Meloria difronte alla costa pisana. La vittoria dello scontro navale, navale per una serie di circostanze, primo fra tutte il fatto che le navi Pisane rispetto a quelle liguri

erano più vecchie, pesanti e meno manovrabili, arrise ai genovesi che da quel momento in poi ebbero l’egemonia sul mar Ligure e su tutto il Tirreno.
Qui comincia la leggenda.
La flotta genovese malconcia e fiaccata, fece rotta verso la Liguria ma durante il viaggio fu investita da una violenta mareggiata abbastanza inconsueta dato il periodo dell’anno. Le navi furono malmenate e
“sciambrottate” dall’impeto delle onde e questo fece si che tutto ciò che si trovava a bordo fosse sbattuto a destra e a manca compresa ovviamente la stiva e la parte di essa che fungeva da cambusa di bordo. Non che fosse rimasto molto ad eccezione di generi alimentari non deperibili quali olio d’oliva delle colline liguri e farina di ceci. Gli urti del mare fecero versare olio che si mischiò sul fondo della stiva con la
farina di ceci e tutto questo impasto lambì il fasciame in legno non propriamente stagno e intriso di acqua
salata. A quei tempi presumo che i marinai non fossero così schizzinosi e dato che Genova era ancora abbastanza distante, pensarono bene di non gettare fuori bordo questo impasto occasionale la di cuocerlo
e cibarsene. Ecco quindi le origini della “fainà” per i genovesi e della “cecina” per i versiliesi, “farinata” La Spezie e “torta” a Livorno.
Per la verità esisterebbe un altra versione sulle origini della cecina secondo la quale data l’assenza della flotta pisana salpata verso la Calabria, alcune navi saracene risalirono l’Arno per saccheggiare Pisa ma
incontrarono la reazione della popolazione che dalle finestre rovescio’ sugli invasori di tutto compreso olio bollente e sacchi di farina ci ceci…….ma sinceramente preferisco la prima versione.
Un consiglio, se non lo avete già fatto, se vi troverete a passare in qualsiasi posto di mare compreso fra
Genova e Livorno entrate in una pizzeria a taglio e ordinate una bella fetta di cecina senza dimenticarvi una spolverata di pepe, ringrazierete i marinai genovesi o i cittadini pisani…..fate voi.

TraTerraeCielo
TraTerraeCielo
Abbiamo la convinzione che il cambiamento del pianeta nasca all’interno di ognuno di noi, dall’attenzione che poniamo al cibo che scegliamo, dalla qualità delle relazioni che intratteniamo con il mondo esterno e con noi stessi/e, dal tipo di benessere che ci doniamo.

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