Editoriale 1 settembre
L’essenziale
25/08/2026

Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.

Emily Dickinson

Ottobre è un mese di passaggio.
L’estate è ormai finita e qualcosa nell’aria è già cambiato. Le giornate si accorciano, la luce diventa più morbida, le mattine più fresche.

Nella Medicina Tradizionale Cinese esiste una quinta stagione, la Tarda Estate. È il momento della Terra, della maturazione, della raccolta, della stabilizzazione. Una stagione che non coincide esattamente con il calendario, ma racconta proprio questo passaggio: quello spazio di mezzo in cui l’estate sta lasciando il posto all’autunno e ciò che è stato seminato può finalmente essere raccolto.

È una stagione interessante, quella del mezzo: non ha la spinta dell’inizio e non ha ancora la quiete della fine. È il tempo in cui ci si ferma a guardare cosa è cresciuto.

Forse è proprio questo che ci piace di settembre e dell’autunno: ci ricorda che cambiare non significa necessariamente lasciare qualcosa alle spalle. Significa anche trasformare ciò che abbiamo vissuto in qualcosa di nuovo. È il tempo del raccolto, ma anche quello della scelta: cosa portiamo con noi dall’estate? E verso quale stagione vogliamo incamminarci?

Per chi ama camminare, l’autunno è un momento privilegiato. Il caldo lascia spazio a temperature più gentili, la luce cambia, i paesaggi si trasformano. I sentieri diventano un altro modo per attraversare questo passaggio, passo dopo passo. È anche per questo che Vie dei Canti propone tanti viaggi a piedi proprio in questa stagione: per incontrare l’autunno mentre ancora conserva qualcosa dell’estate.

Settembre non chiede di ricominciare da capo: ci chiede piuttosto di fermarci a guardare ciò che abbiamo raccolto e decidere cosa farne.

Tra Terra e Cielo
Tra Terra e Cielo
Abbiamo la convinzione che il cambiamento del pianeta nasca all’interno di ognuno di noi, dall’attenzione che poniamo al cibo che scegliamo, dalla qualità delle relazioni che intratteniamo con il mondo esterno e con noi stessi/e, dal tipo di benessere che ci doniamo.

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