È nata la comunità anti-spreco di cibo

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È nata la comunità anti-spreco di cibo

Ci sono numeri che a leggerli si sta male: gli sprechi alimentari costano all’Italia 12,5 miliardi di euro, di cui oltre la metà è legato al consumo diretto, mentre il 21% è dovuto alla ristorazione, il 15% alla distribuzione commerciale, l’8% all’agricoltura e il 2% alla trasformazione. E laddove non arrivano le leggi a mitigare i dati forniti da Coldiretti, ci pensano le iniziative popolari, con nuove idee per evitare di buttare il cibo condividendolo con gli altri o donandolo, oppure per comprare prodotti vicini alla scadenza a prezzi scontati per evitare che vadano sprecati dal distributore-produttore. E fare da collante tra buone intenzioni e buone azioni c’è il web.

Ci sono piattaforme che mettono in contatto le persone con i negozi di zona che hanno alimenti in prossimità della scadenza o in eccedenza che rischiano di rimanere invenduti. Iniziative come queste hanno come obiettivo minimizzare lo spreco alimentare domestico, rafforzare le relazioni con vicini e conoscenti, oltre a dare la possibilità di incontrare nuove persone. Ci sono poi piattaforme che offrono consigli su come usare quello che il consumatore ha già in cucina, evitando in questo modo che rimanga inutilizzato e finisca nella spazzatura.

Gli esempi concreti sono tanti: lastminutesottocasa.it consente ai consumatori di ricevere notifiche dai negozi della sua zona su prodotti in prossimità della scadenza o in eccedenza che sono venduti scontati. È attiva a Torino, Genova, Napoli e in Sicilia, con 60mila utenti registrati e alcune centinaia di punti vendita aderenti. Ecco poi myfoody.it che mette in contatto i negozi o i supermercati che vendono in sconto prodotti vicini alla scadenza o in eccedenza con i consumatori che si geolocalizzano. È attiva principalmente a Milano con 23 punti vendita in totale. C’è poi scambiacibo.it a permettere ai consumatori di condividere il cibo prossimo alla scadenza con gli altri, offrendolo attraverso la piattaforma.

Curato nei dettagli è ratatouille-app.com che consente di visualizzare su una mappa i frigoriferi più vicini, con i cibi messi in condivisione, con data di scadenza, orari e giorni in cui passare per il ritiro. Si rivolge non solo ai soggetti privati, ma anche a strutture come ostelli della gioventù e case degli studenti. C’è poi chi, come ecodalfrigo.it, propone ricette a partire dagli ingredienti già presenti in cucina. La piattaforma unabuonaoccasione. it presenta, per 500 cibi, notizie e suggerimenti su come, dove e per quanto tempo conservarli, e su come usare gli avanzi. A mettere in contatto chi ha del cibo da donare notificandolo automaticamente a tutti gli enti caritativi nella sua zona è bringfood.org.

A chiudere il cerchio della comunità antispreco ci pensano breading.it che consente ai negozi di comunicare a fine giornata quali generi alimentari si mettono a disposizione di associazioni che si occupano di distribuirli e ifoodshare.org che permette la condivisione di piccoli e grossi quantitativi di prodotti ed è aperta a privati, grande distribuzione e negozi, mettendo in contatto donatori e beneficiari. Infine, la tecnologia offre soluzioni anche per chi, invece di sprecare, preferisce donare gli alimenti a enti caritativi e alle associazioni che si occupano di distribuirli alle persone bisognose.

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Abbiamo la convinzione che il cambiamento del pianeta nasca all’interno di ognuno di noi, dall’attenzione che poniamo al cibo che scegliamo, dalla qualità delle relazioni che intratteniamo con il mondo esterno e con noi stessi/e, dal tipo di benessere che ci doniamo.

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