L’incredibile storia degli unici due abitanti di un villaggio fantasma

Arance di Halloween | Io lo faccio così
31/10/2015
«Noi vegani abbiamo 20 marce in più» | Michela De Petris
03/11/2015

L’incredibile storia degli unici due abitanti di un villaggio fantasma

Vivono senza acqua corrente, lavano i panni a mano e per sapere l’ora guardano la meridiana nella piazza del paese. Mangiano quando sono affamati e vanno a dormire quando hanno sonno, senza badare al tempo. Di televisione e telefono, poi, neanche a parlarne: non c’è copertura di segnale. «Non abbiamo bisogno di altro», raccontano, neanche di pillole e medicinali, di cui non ne hanno mai fatto uso. E c’è da crederci se da oltre 30 anni Martin e Sinforosa sono gli unici abitanti di un remoto villaggio spagnolo. Una vera e propria storia d’amore che non è passata inosservata a noi di Walk Eat Love. Di borghi fantasma di case in pietra è piena l’Italia e, come abbiamo visto in passato raccontando le storie degli eremiti del terzo millennio, in tanti scelgono di abbassare la saracinesca e sfilarsi dai ritmi del mondo. Ma questa volta è diverso.

Siamo nella città di La Estrella, nelle viscere della provincia aragonese di Teruel, e il piccolo borgo è accessibile solo percorrendo 24 chilometri di una stretta strada forestale tra burroni scoscesi. Fino a una quarantina di anni fa, questo villaggio pulsava di vita con il suo balivo, due insegnanti, un prete, un segretario e un paio di taverne, compresa quella in cui da giovani andavano a ballare. Durante la guerra civile rappresentava un luogo in cui darsi alla macchia. A poco a poco la popolazione si è mossa verso le città, anche per via di una violenta alluvione, ma Sinforosa e Martin sono rimasti lì. Si rifiutano di tagliare le radici delle proprie origini e abbandonare quella casa dove una volta vivevano anche il figlio con la moglie e il loro piccolo bimbo: «Qui stiamo superbamente e ci prendiamo cura di noi e dei nostri animali», alcune galline, un gallo, tre cani e 25 gatti.

Un’esistenza nella natura, tra agricoltura e allevamento, favorita dall’ottima salute di cui godono. Ogni giorno camminano fino alla fonte per raccogliere l’acqua potabile per il consumo e per l’igiene personale. La luce è arrivata di recente grazie all’installazione di un pannello solare. Nella dispensa ci sono verdure, frutta e miele. Il filo diretto con il mondo è rappresentato da una vecchia radio che gracchia alla continua ricerca delle migliori frequenze. Hanno un Land Rover d’epoca e una C15 ormai fuori produzione, da mettere in moto per visite d’urgenza o per andare a trovare il figlio nella vicina Villafranca del Cid. Fanno a meno dei beni essenziali legati alla società di oggi, ma sono equipaggiati di senso dell’umorismo e felicità. Il loro obiettivo è adesso di festeggiare il cinquantesimo anniversario di matrimonio al Santuario di La Estrella. Anche se Martin, raccontano, ama scherzare con l’idea del divorzio.

C’è anche un video che in 5 minuti sintetizza il senso della loro scelta: è in questa pagina.


Che ne pensi? Scrivi nello spazio commenti qua sotto o mandaci una mail a redazione@traterraecielo.it

TraTerraeCielo
TraTerraeCielo
Abbiamo la convinzione che il cambiamento del pianeta nasca all’interno di ognuno di noi, dall’attenzione che poniamo al cibo che scegliamo, dalla qualità delle relazioni che intratteniamo con il mondo esterno e con noi stessi/e, dal tipo di benessere che ci doniamo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *