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Noa: «Meno bombe più amore»

Quando nel corso della chiacchierata smette di parlare, sposta lo sguardo altrove, si ravviva con un po’ di imbarazzo i folti riccioli color nocciola e si chiede dopo aver prudentemente riaperto il cassetto della memoria «che differenza ci può mai essere fra la morte di un ragazzo israeliano e quella di un ragazzo palestinese», capisci che Noa è una persona speciale. A quel punto la risposta alla sua domanda non serve più. La cantante di Tel Aviv non si tira però indietro dalle responsabilità da personaggio pubblico e lancia un messaggio collettivo: «Lavoriamo per costruire una fiducia reciproca tra israeliani e palestinesi. È un lungo viaggio, ma dobbiamo camminare insieme. Purtroppo però il nazionalismo sta crescendo da entrambe le parti, e io sono terrorizzata da questo».

Ma adesso non si parla di bombe e di odio, di incomprensioni e di fatti di sangue, di contraddizioni e di dolori. Spazio piuttosto all’amore, quello che Noa canta nelle 12 canzoni del nuovo album Love Medicine. Già, perché se c’è una parola che pronuncia più di frequente è Love (al secondo c’è shalom, pace), la stessa con la quale sta chiamando a raccolta i fan italiani nei suoi concerti, sempre esauriti, in una sorta di abbraccio cosmico. «L’Italia – riconosce Noa – è una seconda casa. Da queste parti ho ricevuto molti premi e riconoscimenti ma essere diventata cavaliere della Repubblica italiana è il coronamento di una storia d’amore».

Anche se la sua musica è uno strumento di riavvicinamento fra popoli, Noa ci tiene a precisare come la sua arte sia un luogo puro e incontaminato: «Per me la musica è sogno e non il riflesso della realtà, è un mondo interno da preservare. Sono molto coinvolta dal punto di vista politico, ma con Love Medicine tendo a separare questo aspetto dalla musica».

Qual è allora la medicina dell’amore? «È la musica – spiega – perché ha la forza di trasformare le nostre vite e le nostre prospettive: si tratta di una luce che ha il potere di illuminare gli angoli dell’anima. Considero questo nuovo album un grande abbraccio al mondo». E in effetti nei circa 60 minuti di Love Medicine trovano spazio artisti di ogni latitudine. Ci sono i brasiliani Joao Bosco, Milton Nascimento e Gilberto Gil, c’è il poeta e cantautore spagnolo Joaquin Sabina, ci sono la maestria e la visione degli archi del quartetto napoletano Solis String Quartet e c’è il fuoriclasse jazzista Pat Metheny, «il nostro eroe». Ci sono anche quattro canzoni scritte per il musical “La vera storia” su Giovanni Paolo II, anche se Noa spiega di non credere nei dogmi religiosi: «Sono ebrea per cultura, ma penso che i valori umani dovrebbero rappresentare la religione nella forma più pura. Tutte le fedi dovrebbe puntare a instillarli nelle masse».

C’è amore in Abu Mazen, presidente della Palestina e successore di Yasser Arafat? «Ho ascoltato direttamente la sua voce e le cose che dice. Credo che lui voglia la pace. Può essere un buon partner per la pace». E nel “suo” Benjamin Netanyahu? «Prego perché possiamo avere un governo nuovo che desideri la pace».


Le canzoni di Love Medicine:

Nothing but a song

Eternal flame

You-tú

Eternity and beauty

Mere words

Happy songs

Shalom

Don’t be afraid

Look at the moon

Little star

Deep as your eyes

Love love love

 

RIFERIMENTI

www.noasmusic.com

TraTerraeCielo
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Abbiamo la convinzione che il cambiamento del pianeta nasca all’interno di ognuno di noi, dall’attenzione che poniamo al cibo che scegliamo, dalla qualità delle relazioni che intratteniamo con il mondo esterno e con noi stessi/e, dal tipo di benessere che ci doniamo.

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