Pentole e padelle: usi quelle giuste?

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Pentole e padelle: usi quelle giuste?

La scelta di pentole e padelle per la cottura dei cibi è una questione di sapori, salute e amore. Sì, perché quella macrobiotica è una cucina fatta con il cuore, con consapevolezza, pazienza e ricercatezza. Lo sa bene Luca Camilli, esperto di cibi naturali e salutari e cuoco macrobiotico delle vacanze di Tra Terra e Cielo: «E’ sempre molto importante mantenere la purezza degli ingredienti e le soluzioni tra i fornelli sono tante». L’acciaio, per esempio, è preferibile all’alluminio, in cui «il contatto con i cibi acidi come il pomodoro – fa notare Luca – provoca la contaminazione degli alimenti». E in più è un materiale resistente e facile da lavare. Di contro è piuttosto pesante e presenta una bassa conducibilità termica ovvero non permette una distribuzione uniforme del calore.

Questo tipo di problema non ce l’ha il pyrex, buon conduttore termico, un tipo di vetro facile da pulire e inattaccabile dagli alimenti. La terracotta viene preferita per le cotture a fuoco lento e per la capacità di esaltare il gusto delle pietanze. L’ideale è cucinare lo stesso cibo nel solito tegame: la porosità trattiene gli aromi. La controindicazione? La fragilità. Per le cotture brevi c’è anche il wok, una padella di forma sferica molto comune nella cucina orientale, quasi sempre forgiata in ferro o in ghisa. Pollice in su anche per le pentole a pressione in acciaio temperato, adatte per chi rincorre sempre il tempo.

Poi ci sono due aspetti da non trascurare. In prima battuta gli utensili: Luca consiglia di utilizzare quelli di legno «perché sono naturali» e non provocano solchi e graffiature sul fondo di pentole e padelle, destinati inevitabilmente ad allargarsi. Il bambù è raccomandato per i cestelli per la cottura a vapore. E poi c’è il fuoco che «dovrebbe essere più naturale possibile ovvero derivante dalla combustione della legna». Il motivo? «E’ una questione di vibrazioni: l’energia è delicata e non aggressiva». Da evitare recipienti e utensili di rame e alluminio e l’uso del forno a microonde. Va da sé che è essenziale evitare il lavaggio di pentole e casseruole con spugne abrasive. Sui ripiani della cucina di un macrobiotico, infine, non dovrebbe mancare il mulino per i cereali, utile sia per macinarne sul momento piccole quantità per la preparazione di una minestra e sia per fare il pane in casa.

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Abbiamo la convinzione che il cambiamento del pianeta nasca all’interno di ognuno di noi, dall’attenzione che poniamo al cibo che scegliamo, dalla qualità delle relazioni che intratteniamo con il mondo esterno e con noi stessi/e, dal tipo di benessere che ci doniamo.

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