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Leonardo, né santo né brigante

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Scritto da: Fabio Lepre
leonardo-paleari.jpgHa sfondato il tetto dei 60 anni e la passione per il camminare non è diminuita. Anzi, è ancora maggiore. Basta osservare il ventaglio delle attività in cui è impegnato: tre viaggi con Le Vie dei Canti, continue camminate con un gruppo escursionistico di Roma sui monti del Lazio e dell’Abruzzo, escursioni con i disabili non deambulanti. Perché per Leonardo Paleari, il camminare è un’attività che, molto semplicemente, “fa stare bene”.
Quali sono i punti di forza del viaggio a piedi con Le Vie dei Canti nel Regno dei grifoni dal 29 giugno al 4 luglio?
Prima di camminare, un contatto con la storia dei luoghi (la cittadina romana di Alba Fucens affacciata sull’ex lago del Fucino, una mirabile chiesa romanica, la vita di un piccolo paese). Poi si sale in due tappe sul Velino, dietro le cui cime un susseguirsi di vallate senza vestigia umane ci aiuta a ritrovare qualcosa di essenziale dentro di noi. Uno sguardo panoramico, infine, sulle realtà di una regione (la Marsica), che forse prima associavamo solo a una specie di orso bruno...”.
E in Majella, dal 21 al 28 luglio, incontriamo veramente santi e briganti?
Incontriamo i luoghi di eremitaggio dei monaci che resero sacra questa grande montagna, le tracce dei briganti che vi si rifugiarono per nostalgia del proprio modo di vita, le testimonianze di una vita pastorale quasi scomparsa, che in parte sopravvive adattandosi ai tempi. Anche la Majella, per noi moderni camminatori che percorriamo i suoi altipiani, è comunque un’esperienza di essenzialità dei gesti e dei pensieri”.
Come deve essere il tuo viaggio a piedi ideale? Qualcosa emerge dalla tua presentazione nel sito delle Vie dei Canti: non vuoi sentire telefonini squillare né chiacchieroni chiacchierare...
Non impedisco ad alcuno di parlare, ma gli apprezzamenti più belli dai camminatori dei miei viaggi li ho avuti a proposito del silenzio: chi ne ascolta a lungo la voce, chi ne vive la dimensione purificatrice, chi nel silenzio semplicemente ritrova se stesso come non gli accadeva da tempo”.
Quanto pensi che sia importante la formazione delle guide?
Ogni guida è un individuo e non se ne può dare un modello. Penso che siano importanti alcune regole di base alle quali ogni guida deve attenersi, il resto viene dalla simbiosi che la guida coltiva con i luoghi del viaggio, la loro storia, la vita che ancora li anima”.
Ci spieghi in cosa consiste l’attività di accompagnamento in escursione di disabili non deambulanti?
E’ il condividere l’escursione con chi, legato a una carrozzella, solitamente non ha mai nemmeno esperienze minime di contatto con la natura come stare in mezzo a un prato o dentro un bosco, per non dire sulla cima di un monte. Questo è invece possibile grazie alla joelette, una carrozzella da montagna che naturalmente non cammina da sola, ma va per sentieri, anche stretti e in pendenza, grazie alla solidarietà degli amici che collaborano a farla camminare. Insomma, un invito alla solidarietà con le persone svantaggiate, un valore aggiunto alla nostra passione del camminare”.
A distanza di circa 3 anni dal terremoto, come sta cambiando l’Abruzzo?
Il terremoto ha fatto danni di gravità inaudita, avendo colpito un centro storico in cui l’intreccio degli interessi, delle competenze e delle varianti di soluzione rende oltremodo difficile intervenire, se anche ci fossero a disposizione gli enormi capitali che sarebbero necessari. Sul più vasto territorio regionale, accanto a una consapevolezza della prevenzione antisismica, possiamo notare vari segni positivi; la federazione escursionistica alla quale aderisco (Federtrek) sta organizzando già un secondo convegno sul tema Appennino da rivivere, per far risaltare piccole realtà innovative che ridanno un po’ di vita al tessuto della regione”.

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