Tra Terra e Cielo
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Greenpeace [sail the whale]
Alberi sul tetto per una vita migliore

Un uomo sciocco non vede lo stesso albero che vede un uomo saggio.
William Blake

Babilonia già nel 600 a.C. aveva i suoi giardini pensili, considerati una delle Sette Meraviglie del mondo.
In Italia per tutto il Cinquecento e Seicento venivano costruite sontuose ville con giardini sopraelevti. Qualche esempio? Villa D’Este a Tivoli, Villa Albobrandini a Frascati.
Dopo la metà del secolo scorso nel nostro Paese si è cercato di realizzare coperture a verde sul tetto ma, per problemi di materiali impiegati e soluzioni tecniche inadeguate, non veniva garantita l’impermeabilizzazione contro le infiltrazioni di acqua.
Nel Nord Europa, in particolare in Germania, dagli anni ‘60 si è sviluppata una tecnologia adatta e sicura, e sono stati inverditi milioni di metri quadrati di tetti senza che si siano verificate problematiche e relativi grattacapi.
I vantaggi
L’idea delle coperture a verde sta prendendo piede in Italia anche sotto la spinta della Bioarchitettura che ne valorizza i pregi:
- Grazie all’elevata capacità di accumulare,
trattenere e restituire in percentuale ridotta l’acqua all’ambiente, permette un migliore smaltimento di quella piovana e un abbassamento dei costi relativi.
- L’isolamento termico dovuto agli strati dell’inverdimento, abbassa i costi del riscaldamento invernale e del rinfrescamento estivo, consentendo un risparmio energetico.
- Migliora il microclima interno ed esterno e crea nuove superfici fruibili.
- Migliora l’estetica dell’edificio.
- Riduce l’inquinamento acustico (presentando superfici non omogenee ed essendo costituita da materiali con caratteristiche di assorbimento acustico) e quello atmosferico (assorbendo l’anidride carbonica, le polveri sottili ed altri contaminanti chimici).
- Ricrea un ambiente di vita per animali e piante.
- Prolunga la funzionalità e la vita media della copertura.
Diverse tipologie
Gli inverdimenti possono essere a verde estensivo e a verde intensivo. Il primo è un sistema caratterizzato da specie in grado di sopravvivere e svilupparsi con opere minime di manutenzione (prato selvatico con pochi arbusti) e si applica su coperture piane o inclinate. Il secondo è un sistema che richiede una media o alta manutenzione (giardino vero e proprio, con arbusti e alberi) ed è una struttura fruibile.
Per comprendere l’efficacia dei tetti verdi è interessante l’iniziativa della città di Tokio che obbliga, dal 2001, l’inverdimento di almeno il 20% delle coperture piane esistenti. Questa normativa è stata adottata per contrastare l’aumento di 3 gradi delle temperature medie annue, causato dall’effetto serra e dalla cementificazione.
A causa della forte urbanizzazione, le temperature medie notturne che prima calavano di 10-12 gradi, consentendo agli abitanti una migliore qualità del sonno, ora scendono di poco, rendendo necessario il condizionatore, proprio come sta accadendo nelle nostre città.
È possibile riprodurre un vero giardino calpestabile davanti alla propria porta di casa utilizzando uno spazio, una terrazza, un tetto e migliorare così l’estetica ma anche e soprattutto il benessere psicofisico. Preferireste del cemento che in estate supera gli 80 °C, oppure un bel giardino profumato e colorato a 25 °C?

Massimo Polito | link


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