Chi non ha la possibilità di spostarsi per raggiungere le località balneari si ritrova, nella maggior parte dei casi, a soddisfare questo desiderio con la classica piscina a base di acqua, certo, ma anche di cloro. Ma un’alternativa al cloro, in realtà, c’è. Si tratta della piscina naturale, chiamata anche bio-lago o biopiscina, abbastanza diffusa nel Nord Europa e in Svizzera, difficile ancora da trovare in Italia, fatta eccezione per alcune zone della Toscana e del Trentino Alto Adige.
A chi si starà interrogando sulle ragioni di una piscina senza cloro, si ricordano i suoi ormai noti effetti sulla salute - allo stato gassoso irrita le mucose e il sistema respiratorio, mentre allo stato liquido provoca ustioni - oltre ai danni ambientali che provoca a vari livelli, risultando nocivo per gli organismi che vivono in acqua e nel terreno.
La bioarchitettura insegna a nuotare
Nella piscina naturale non viene utilizzata la convenzionale struttura di calcestruzzo per realizzare la vasca e l’acqua viene depurata senza l’uso di sostanze chimiche ma attraverso microrganismi e piante acquatiche in grado di: filtrare sostanze da intorpidimento, assorbire i metalli pesanti, i composti organici tossici e le sostanze nutritive.
Ovviamente la realizzazione di una biopiscina richiede specifiche competenze professionali. In genere, dopo gli scavi, viene steso uno strato impermeabile (una geomembrana in polietilene o, ancor meglio, in caucciù). La guaina impermeabilizzante viene poi coperta da ghiaia lavata. Viene dunque inserita una pompa per il ricircolo dell’acqua, gli Skimmer (retine in plastica per raccogliere le foglie in superficie) e piante palustri di depurazione (ninfee, fiori di loto, tife, iris, butomus, scirpus, piante sommerse come Callitriche palustris, Eleocharis acicularis, Hottonia palustris e Myriophyllum spicatum) poste in un vero e proprio “giardino d’acqua”, accanto al lago balneabile. In alcuni casi il ciclo di drenaggio dell’acqua è completato da filtri costituiti da lampade a raggi UV-C debatterizzanti.
Nel laghetto di sorgente l’acqua è costretta a passare attraverso il setto di ghiaia che funge da filtro. Il ruscello permette inoltre il collegamento tra il laghetto e la parte balneabile, assicurando l’ossigenazione dell’acqua attraverso un movimento che da l’idea di una cascata.
Diversi quindi gli elementi che garantiscono la filtrazione.
Un tuffo di salute
Non solo una piscina, dunque, ma un vero e proprio ecosistema in equilibrio con la natura circostante. Col tempo si instaura infatti un micro-habitat di flora e fauna che si rigenera seguendo i ritmi naturali. Per un corretto funzionamento, una certa manutenzione è necessaria: controllo delle pompe e pulizia sia del fondo che delle piante. Rispetto ad una piscina convenzionale non occorrerà però svuotare ogni anno il bacino (salvo casi di elevata evaporazione) o coprire la piscina d’inverno, anche in caso di temperature rigide.
Qualcuno si sta ancora chiedendo: “perché scegliere una piscina naturale?”. Provate a chiudere gli occhi e immaginate una sensazione di acqua dolce, piacevole sulla pelle (nessun rischio di allergie). Annusate l’aria e sentite il piacevole odore di piante e fiori (non più quello di cloro). Concedetevi di respirare a pieni polmoni (qui si può!). Sentite il suono che fa l’acqua cadendo dalle cascate e scorrendo attraverso il ruscello. Fate caso alla leggerezza dei movimenti mentre nuotate. Bene, ora aprite gli occhi. Intorno a voi il verde del paesaggio, l’acqua che scorre e arriva limpidissima nel laghetto dove, al tramonto, si tinge di calde sfumature dorate. La sensazione è quella di una totale “immersione” nella natura. Ancora qualche dubbio?


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Una piscina senza cloro

