Tra Terra e Cielo
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Evitare gli eccessi

Il mese di Giugno è un periodo cruciale dell’anno. L’energia yang arriva al suo culmine al solstizio d’estate e le attività devono tenere conto della stagione.

In un calendario cinese antecedente al terzo secolo avanti Cristo si prescriveva di non riscuotere dazi nei mercati e di abbondare nelle razioni ai carcerati ai lavori forzati. Gli eremiti dovevano rimanere nelle celle e non essere eccitati dai suoni, mentre il Grande Ispettore della Musica doveva riparare tamburi e tamburelli e intonare strumenti a corda, i flauti traversi, gli strumenti ad ancia e mettere a posto litòfoni e gong. Non dovevano, in questo mese, essere accesi fuochi nei luoghi esposti a mezzogiorno. Tutte prescrizioni che avevano a che fare col carattere Fuoco della stagione (l’estate), il mese Fuoco yang (quarto mese, il Cavallo) e tutte le corrispondenze di eccesso di fuoco produceva giugno. Così come il Metallo (la cupola, la campana) taglia il Legno (i pilastri, il battente), per evitare che due elementi che abitualmente producono un disastro diano corso agli eventi generando un eccesso, l'energia yang che è al massimo va incanalata in modo positivo. Alla fine, come per la campana, ne deriva il suono. Questo perché, anche quando due antagonisti si contrastano, se evitiamo gli eccessi otteniamo la pace.

Giugno: il mese di fuoco
Questo è anche il mese della raccolta d’erbe medicinali, specialmente nel giorno di San Giovanni, dei falò notturni e di tutti quei riferimenti alle antiche tradizioni mediterranee legate al raccolto del grano e alla mietitura di luglio.
Sicuramente il lato sud della vostra casa è nel periodo energetico più forte e legato all’energia Fuoco. Non è necessario perciò accendere luci o candele o aumentare l’illuminazione di questa zona, piuttosto il contrario.
Il rischio di eccedere è molto forte. Lo yang sta raggiungendo il culmine, come una trave piegata dal peso eccessivo e occorre incanalare quest’energia in modo produttivo, non accumularne altra per il rischio di veder spezzare l’equilibrio. I praticanti di Feng Shui rischiano spesso di arredare le proprie case promuovendo troppo yang: colori troppo accesi, candele, fontane, “attivatori” di diversi generi. Non sanno capire, quando l’abbastanza è abbastanza. Non vogliono dedicarsi alle cose piccole, pensano sempre troppo in grande, soffrono così dei danni nella loro costruzione spirituale.
Non sostengo che bisogna ritirarsi dal mondo come gli eremiti taoisti, ma praticare il feng shui implica una visione della vita e della natura come i beni più preziosi, guardare a ciò che esiste come privo d’assolutezza. Agire, modificare, cambiare significa, nello spirito taoista, servirsi dei fenomeni del mondo, e non farsi usare. Procedere con spigliatezza, con spontaneità naturale, armonia e felicità, senza impacci, sapendo adattarsi ai cambiamenti, prevedendo i pericoli ed essendone consapevoli, questo è il giusto modo di esprimere la flessibilità con l’energia. Evitare gli eccessi.
La forza dell’equilibrio
Il feng shui è come una potente medicina, un efficace principio attivo, e come un bravo erborista costruisce il farmaco stando bene attento a limitare il potere terapeutico nelle giuste dosi, quelle che servono, quelle efficaci, così il praticante di feng shui deve avere un atteggiamento consapevole verso il Ch’i, l’energia vitale universale.
Ci sono degli aspetti dell’eccesso che a volte non sono così evidenti. Abitare certi luoghi può sembrare naturale per chi ci vive, ma trasferirsi in una stazione balneare, ristrutturare un edificio pericolante costruito sul sito di un tempio o di una chiesa, costruire una casa su un pozzo, in una gola, o in uno stagno asciutto, oppure abitare vicino ad un supermercato o nella piazza di un mercato, in un giardino, in una foresta, tutti questi sono esempi d’eccesso d’energia yang o yin, che non si accorda con un buon feng shui.
Quando c’è un gran caldo è ovvio spostarsi verso la riva del mare, come si entra in un giardino per ricaricarsi, l’energia yang è molto forte, ma non deve essere una condizione permanente. Ricaricarsi va bene, ma non bisogna eccedere.

Maurizio Rovini | link
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