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Andare: pensieri in cammino

I camminatori sono persone singolari che accettano per qualche ora o qualche giorno di uscire dall’automobile per avventurarsi fisicamente nella nudità del mondo. L’atto del camminare rappre-senta il trionfo del corpo, con sfumature diverse secondo il grado di libertà della persona. Favori-sce l’elaborazione di una filosofia elementare dell’esistenza basata su una serie di piccole cose, induce per un momento il viandante a interrogarsi su di sé, sul suo rapporto con la natura e con gli altri, a meditare su un’inattesa gamma di questioni. (David Le Breton)

Dire, Fare, Baciare, Comandare, Lettera, Testamento era il gioco che facevamo da piccoli. La Pro-vincia di Parma, il Cai (Club Alpino Italiano), un pugno di prof universitari, poeti, scrittori italiani e stranieri hanno inventato un nuovo gioco: Andare, Pensare, Vedere, Ascoltare. Andare è la parola chiave, si parla infatti del Camminare con la C maiuscola.
Al Passo della Cisa, nodo della via Francigena che da Canterbury porta a Roma, spartiacque tra A-driatico e Tirreno, si tiene a metà giugno Passoparola, primo Festival del Cammino.
Pensieri Viandanti
Molte le iniziative promosse dalla Provincia e dall’Università di Parma sotto la direzione di Italo Testa, uno dei prof. Ad esempio il seminario filosofico Pensieri Viandanti con David Le Breton, sociologo e antropologo, altro prof dell’Università di Strasburgo, che inaugura i tre giorni al Passo della Cisa con la conferenza “Il cammino e la Marcia”. È uno dei massimi specialisti in Europa di antropologia del corpo, conosciuto in Italia come autore del “Mondo a Piedi”.
Il seminario si propone di indagare gli aspetti antropologici, esistenziali ed estetici del camminare. C'è Francesco Careri, prof all'Università Roma Tre, Francesco Tomatis, prof a Salerno, Rita Mes-sori, e Vanja Strukelj, entrambe prof all'Università di Parma e Annibale Salsa prof a Genova e Pre-sidente Cai.
Il programma, come si intuisce dal termine “festival”, va ben oltre il dotto convegno. Una nutrita costellazione di concerti, rappresentazioni, visite guidate, letture, laboratori, escursioni, mostre e proiezioni nei luoghi prossimi al Passo danno l'occasione per scoprire i segni che il passaggio di milioni di viandanti per 10 secoli ha lasciato sul territorio. Le proposte rispondono alla molteplicità e varietà dei modi e dei significati del camminare. Come proclama il manifesto dell’iniziativa, “camminare può essere un intenso impegno sportivo, un lungo viaggio spirituale, un meditabondo vagabondare, un’esigenza viscerale, un disperato migrare, un atto estetico, un gesto politico, un gioco spensierato e molto altro ancora.”

Cammini diversi
I viandanti per i più disparati motivi percorrono cammini diversi e distinti che si intrecciano, si so-vrappongono e si alternano; e poi si incontrano e si salutano, si accodano, si lasciano o si sorpassa-no. C’è qualcosa di meraviglioso e di spaventoso insieme, forse di sacro, in ogni possibile percorso e nessuna esplorazione né lettura esauriscono il paesaggio che si ammira durante e lungo un viaggio così come nessuna dimensione esaurisce un percorso di vita.
Queste giornate sono un omaggio al gesto primordiale dell’essere umano: la marcia a piedi. Perché se tanto si è detto, tanto si può ancora dire, e fare, sul camminare: nelle tre giornate musica, lettera-tura, filosofia, danza, cercano un percorso comune.
Le iniziative sono organizzate secondo le quattro chiavi per indirizzare verso gli spettacoli e le mo-stre da Vedere, le escursioni e i laboratori per Andare, le letture, le conferenze e i concerti da Ascol-tare e per introdurre alle iniziative più riflessive (Pensare): il seminario “Pensieri Viandanti”, la chiacchierata con lo scrittore Erri De Luca e il laboratorio itinerante di scrittura “Il silenzio viandan-te” a cura del filosofo Duccio Demetrio, o le letture a tempo di rock di Enrico Brizzi.
Se l'amministrazione pubblica scopre il Camminare e pure il Cai per una volta non cerca la conqui-sta della vetta ma la bellezza dell'Andare senza scopo, qualcosa di nuovo e di inaspettato ci aspetta in Val di Taro.

Riferimenti: ParmaTurismi, 0521-228152, info@parmaturismi.it, www.passoparola.it

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