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Turismo e Decrescita

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Scritto da: Margherita Buggero
turismodecrescita.jpgIn attesa della Conferenza Internazionale sulla decrescita che si terrà a Venezia dal 19 al 23 settembre, stiamo organizzando un trekking urbano per i giorni della manifestazione di Venezia, dal 21 al 23 settembre, e fra il 14 e il 16 settembre, in occasione dell’iniziativa di Mestre (VE) Verso Venezia 2012.

Questa proposta dell’Associazione Tra Terra e Cielo, di cui mi sto occupando in collaborazione con l’associazione CTG Veneto che metterà a disposizione le guide, mi porta a fare alcune riflessioni che vorrei condividere con voi.

La Decrescita come pensiero si antepone alla crescita del PIL, che ha come unico metro di misura la ricchezza di un popolo e non una evoluzione della coscienza individuale per creare una consapevolezza sociale.
Un popolo consapevole è difficile da governare e per questo ogni governo evita di investire sulla capacità di formazione. È successo poche volte nella storia che nelle scuole si stimolasse lo spirito critico questa è la grande differenza della scuola degli anni ‘70/ e ‘80 rispetto alla scuola primaria attuale.
È vero che per attuare in qualche modo la pratica della Decrescita dobbiamo acquisire manualità, ma è assolutamente determinante avere un livello di capacità di sicurezza di sé. Sentire di essere in grado di affrontare le cose è già un attuarle. Poi si prova finché ci si riesce. Essere capaci di scambiare il proprio tempo o le proprie capacità richiede una certa sicurezza di sé, saper vivere con poco. Ed essere felici non ha prezzo: ciò non si può acquistare si può solo raggiungere.

Potremo anche imparare a fare i vestiti o l’orto, ma se il nostro io è insicuro e non ha fiducia in se stesso sentirà sempre il bisogno di essere appagato e sarà preda di falsi bisogni.

Fate attenzione ai bambini: sono il nostro futuro. Stimolate e avvalorate le loro capacità e se volete che possano affrontare la vita date loro lo spazio per esprimersi, ascoltateli e non suggerite le soluzioni, lasciateli essere creativi, non limitateli. L’adulto e il genitore non devono vedere solo il presente, ma devono guidare i bambini verso il futuro: siamo tutti responsabili di ciò.
Mi ricordo che da bimba, quando si giocava nei cortili, ogni adulto controllava la situazione e non pensava che tanto eravamo figli di “altri”.

E a scuola non avevamo sempre ragione noi bimbi quando l’insegnante ci faceva una nota. Il genitore non si schierava a priori dalla nostra parte: spesso stava con l’insegnante. Ora, invece, i genitori difendono il figlio, ma è giusto difenderlo sempre? O sarebbe meglio valutare ogni volta come sono i fatti? È vero che un genitore “difende”, ma la giustizia è molto più gratificante, soddisfacente ed educativa.

A Venezia potremo discutere e soprattutto informarci per poter scegliere, tra conferenze di alto livello e workshop che affronteranno argomenti specifici.

Questo è solo un primo invito per discutere insieme dell’argomento. Non mi sento esperta di Decrescita e quindi ogni contributo potrà essere utile, ma mi piace parlarne con chi frequenta Tra Terra e Cielo e con chi, in ogni caso, è sensibile all’argomento.

Margherita Buggero


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Commenti (1)

  • (Daniela Degan) Permalink

    Dove comincia la costruzione delle molte declinazioni della Decrescita? quale significato si nasconde dietro questa parola sovversiva? Come possiamo declinarla per fare comprendere che si tratta di visioni, di idee nelle quali si possano riconoscere tutti generi, i quali desiderano delineare i contorni di nuovi progetti sociali e politici, alternativi alla società della crescita e dello sviluppo?
    La Gilania è già in atto? Le donne potranno di nuovo danzare alla Luna dopo secoli di sottrazione? Quali metodologie adottare per spargere nuovi semi, anche critici e radicali, dell’ immaginario senza vincoli, per donare spazio alla nostra creatività illimitata? Come procedere in un respiro più dolce, più lento, più profondo che decostruisca il pensiero unico dominante?
    Quali i modelli mutuali e le mappe cognitive sociali da ridefinire per nuove cornici in cui il tempo è liberato e non più consumato?
    Coltivare il giardiniere dell’anima e del cuore che è in ciascuna/o di noi questa può essere una ricerca stimolante per permetterci di ristabilire la connessione con la ecosfera in una armonia da promuovere al più presto, per preparare la Terra ad accogliere le persone che verranno dopo di noi.
    Il laboratorio intreccia teorie e pratiche, attraverso riflessioni e giochi: il maschile ed il femminile, il razionale e l’istintuale per una inattesa cura del Mondo: uno spazio di investigazione, di azione e di relazioni, alla ricerca di nuove matrici che non gestiscano il vivente in funzione utilitaristica e di profitto. Una nuova era di stupore per il ricongiungimento della dualità occidentale.

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