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I rimedi naturali nello zaino da trekking

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Scritto da: Margherita Buggero
trekking2.jpgSe avessimo sempre fatto così, ora non dovremmo affrontare la crisi delle risorse e probabilmente neppure le conseguenze catastrofiche dell’inquinamento. Quando abbiamo consapevolezza e partecipazione intima al respiro del tutto, non ci è possibile ferirne nessuna parte senza sentire anche noi il dolore che così provochiamo. Poiché siamo un corpo unico con la terra e ogni vita che la abita.
La cura di sé comporta rispetto per noi, per i nostri compagni in cammino e per tutto ciò che ci circonda. Questo una guida ambientale lo sa e con questi miei articoli mi propongo di approfondire e di dare la possibilità di conoscere piccoli rimedi facili da reperire e facili e leggeri da portare con sé.
Per prima cosa vorrei affrontare una delle cose più comuni che possono succedere a chi è in cammino: le vesciche ai piedi.
Ma cosa sono e perché si formano: possono essere provocate dallo sfregamento della pelle con una parte dura della scarpa o una cuciture del calzino.

COS'E'
Innanzitutto occorre capire cos'è veramente una vescica.
Si tratta di una reazione di autodifesa dell'organismo, in particolare della pelle; in seguito alla sollecitazione dell'attrito (con una calza troppo ruvida, con una cucitura della scarpa) si ha un eccessivo sfregamento della pelle. Il corpo risponde producendo liquido nella zona soggetta alla frizione, cercando di creare un cuscinetto morbido (la borsa piena d'acqua) per diminuire lo sfregamento. Il dolore è dato dalla pressione che il liquido crea sulla pelle. Se poi è presente un po’ di sangue significa che lo sfregamento è più profondo e ha rotto qualche capillare.

PREVENIRLA
Scegliere calzini e scarpe adeguate al proprio piede, le scarpe si dovrebbero acquistare indossando i calzini scelti in precedenza del tipo ben imbottito e che non presentino cuciture che possono sfregare la pelle. Fare attenzione che i calzini abbiano imbottiture speciali nei punti di pressione. Sicuramente il cotone è il materiale peggiore: assorbe umidità e la imprigiona nelle fibre. Il risultato: piedi freddi ed umidi. Il piede umido è più esposto all’insorgere di vesciche. Per chi è già in viaggio senza calzini adeguati mettetene 2 uno sopra l’altro ciò attutisce lo sfregamento. E dove si sfrega si forma la vescica.
Altro aiuto importante è avere la pelle morbida ed elastica: iniziate qualche giorno prima della partenza a massaggiare in maniera energica e a smuovere i vostri piedi con stiramenti e allungamenti. La crema di calendula renderà la pelle elastica, da evitare le creme contenenti glicerina che disidrata.

E IN CASO DI VESCICA
Bucare con ago e filo la vescica per far uscire il liquido e in seguito far aderire la pelle ciò non provoca dolore. Si lascia il filo all’interno in modo da far continuare il drenaggio. Tutto va fatto con un po’ di attenzione usando il disinfettante per bagnare il filo e per l’ago. Lasciate il più possibile la parte all’aria che asciughi. Al bisogno ripetete l’operazione. Quando vi rimettete il calzino è buona cosa fasciare dopo aver messo crema di calendula.
Altro aiuto ,se le condizioni del viaggio ve lo permettono, sono i pediluvi di acqua e sale per almeno 15 minuti, magari alla sera.
In commercio ci sono cerotti appositi per vesciche. Nella mia esperienza ho visto che non si devono mai usare con il liquido già presente, meglio ago, filo e calendula. Se si usano appena la pelle è arrossata forse evitate la vescica, ma non è garantito. A volte è meglio aggiungere o cambiare i calzini.
La peggior cosa che possiate fare è tagliare la pelle della vescica perché può provocare seri problemi anche il non poter camminare per giorni.

Buon cammino

Margherita 


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