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Rocco Papaleo: quasi quasi vengo con voi

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Scritto da: Fabio Lepre

 

altRingrazia gli organizzatori del CamminAmare Basilicata e tutti i partecipanti che prenderanno parte al viaggio a piedi dal 12 al 28 ottobre sulle tracce del film: “Date un senso al Basilicata Coast to Coast e lo fate sembrare un’impresa riuscita”. Parla Rocco Papaleo, regista e attore della commedia musicale-picaresca che mette in scena il viaggio da una costa all’altra di una manciata di artisti-camminatori. Grazie a iniziative come queste, “ci si sente parte della stessa filosofia e della medesima mentalità”.

 

Rocco, riavvolgiamo il nastro degli eventi: perché nel film esordisci affermando “Sì, la Basilicata esiste”?

Si tratta di una simpatica provocazione. Questa è una regione un po’ sconosciuta. Circa 30 anni fa, in occasione di una fiera a Roma, ho lavorato all’interno di uno stand sormontato dalla scritta Basilicata. Ebbene, in molti mi chiedevano che marca fosse….”.

Perché hai scelto di raccontare la Basilicata sotto forma di viaggio a piedi?

Perché questa terra è un po’ una metafora di un attraversamento spirituale della propria anima. C’è una grande introspezione nei personaggi che si muovono da una costa all’altra della Basilicata. L’andare a piedi li mette in contatto con loro stessi, con le loro anime e i loro pensieri. E’ un tipo di viaggio che porta con sé una sana spiritualità laica.”.

Sebbene non tutti nella loro vita siano musicisti e artisti, hai puntato su personaggi normali e storie comuni. E’ stata una scelta ben precisa?

Sì. Ho preferito che risultasse straordinario quello che fanno cioè il mettersi in discussione e andare controcorrente. E faccio presente come tutti loro sbagliano molte cose nel corso del cammino, ma non sono dei falliti, come il mondo di oggi li etichetterebbe. Decidono di andare avanti e subiscono una specie di catarsi. Arrivati alla meta, inizia il cambiamento delle loro vite: è la vera conquista”.

Il viaggio ha un valore terapeutico?

Certo! Andare a piedi consente una introspezione maggiore perché il tempo si dilata e acquista valore il cammino in sé rispetto alla meta da raggiungere”.

Ma il cammino l’hai fatto veramente?

Sinceramente no. Le esigenze cinematografiche me lo hanno impedito. Tuttavia, per quanto possibile, sono un camminatore. Perfino in città copro importanti distanze e preferisco evitare mezzi pubblici o privati”.

Il film è molto armonioso, c’è un rapporto fra musica, cammino e film?

Sì, c’è un ritmo musicale molto pronunciato che si riflette anche nel viaggio a piedi. Il Basilicata Coast to Coast era in origine uno spettacolo in cui raccontavo ed evocavo il cammino attraverso il teatro-canzone. Trasformandolo in un film l’ho concretizzato anche visivamente e l’ho trasformato da stanziale a itinerante”.

Perché hai deciso di valorizzare le terre interne della Basilicata e non le parti più conosciute come i sassi di Matera?

Da una parte ho volutamente cercato una Basilicata più arcaica e nascosta per una sorta di rivendicazione della forza e della dignità delle zone interne, spesso meno influenzate dagli accadimenti, ma portatrici di una indipendenza e di una prerogativa da rispettare. Dall’altra è stata una necessità per tracciare un percorso plausibile. Se avessi scelto di passare per Matera, avrei dovuto compiere una scomoda deviazione”.

Forse è per questo che hai deciso di proseguire il viaggio con Post Scriptum, di cosa si tratta?

Il Basilicata Coast to Coast è come una lettera a cui decidi di aggiungere qualcosa dopo aver concluso il racconto. E’ una piccola postilla con cui tocchiamo, un po’ scherzosamente, altri paesaggi precedentemente trascurati. Si tratta di 24 minuti di cortometraggio inseriti nei contenuti extra del Dvd”.

Ma Cristo si è veramente fermato a Eboli?

No, non si è fermato a Eboli. Tuttavia, la citazione del libro di Carlo Levi è presente nel film come aggancio per raccontare il disagio che vivono le zone interne. La stessa Basilicata, come accennavo prima, è stata meno influenzata dai fatti del resto della Penisola, positivi o negativi che siano. Anche rispetto agli episodi criminali del Mezzogiorno è rimasta quasi estranea. Da qui la provocazione: dateci un pezzo di mafia. Ecco, se qualcuno insiste a dire che Cristo si è fermato a Eboli, ribatto che anche la mafia si è fermata prima di raggiungerci”.

Riccardo Carnovalini e i cammin-attori che attraverseranno la Basilicata ripercorrendo e ampliando le tracce dei luoghi del film, andranno alla ricerca di eccellenze sostenibili. Cosa li aspetta?

A parte i panorami naturali, le bontà culinarie e ottimi esempi di solidarietà sociale ed economica, credo che il valore aggiunto di questa regione sia lo stato d’animo. Incontreranno persone discrete, gentili e modeste, quasi ai confini dell’umiltà. E poi, l’atmosfera è accogliente, tenue e mai invadente”.

Non mancano le contraddizioni come i contrasti delle attività estrattive d’idrocarburi…

E’ vero, ma la questione è molto controversa. Nel film abbiamo deciso di non fare alcun riferimento perché l’argomento non si esaurisce con una sola risposta”.

Perché viaggiare e camminare nel Sud dell’Italia?

Perché anche se la realtà è meno organizzata, è molto accogliente e piacevolmente ruspante. Tutti i luoghi del Sud offrono un calore più tiepido che non scotta”.

Fabio Lepre


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