Tra Terra e Cielo
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Greenpeace [sail the whale]
NO ALLE MAMME IN POLVERE

Nonostante il caldo gli instancabili e potenti uffici di
marketing della Nestlé e dei produttori di latte in polvere hanno avuto una bell'idea.
Poiché il mercato del latte in polvere in Italia ristagna dopo la
riscoperta in anni recenti dei benefici dell'allattamento al seno, perché non far pagare il latte in polvere al Servizio Sanitario Nazionale?

Alessandra Mussolini, deputata di Alleanza Nazionale ha presentato il 19 giugno la proposta per la distribuzione gratuita di latte in polvere alle madri indigenti. Il ministro Sirchia è favorevole.
NOI NO!!!

Innanzitutto non è vero che molte donne, ricche o povere che siano, non possano allattare: in realtà non allattano perché non ottengono adeguato sostegno da parte di operatori preparati e competenti. E sono proprio le mamme più povere (in tutti i sensi) quelle che allattano meno, in quanto prive delle informazioni necessarie e della capacità di cercare sostegno competente se non lo trovano presso il pediatra di famiglia o il consultorio familiare. Offrire a queste mamme latte in polvere gratuito significa
rinunciare a trovare per loro e i loro figli un sostegno competente per continuare ad allattare.

Negare l'allattamento al seno ai figli delle madri indigenti significa di fatto aumentare lo svantaggio nutrizionale e sanitario che questi bambini già hanno nei confronti dei figli delle donne più ricche.
Tale iniziativa, infine, garantirebbe una quota di vendite a compagnie nazionali e multinazionali che già sono state multate dall'Antitrust per aver costituito un cartello mirante a tenere alti i prezzi del prodotto.
Ricordiamo che il latte in polvere costa in Italia molto di più che nel
resto d'Europa.

Negli USA un piano del governo federale come quello proposto dall'On. Mussolini - http://www.fns.usda.gov/wic - sta facendo da molti anni marcia indietro dopo che si è constatato quanto aumenti lo svantaggio dei figli delle famiglie povere nei confronti di quelle ricche, che i loro figli li allattano (e dove, peraltro, grazie ad uno specifico programma di sostegno, richiesto ed ottenuto dalle organizzazioni di difesa e sostegno all'allattamento materno, si è potuto constatare un considerevole aumento -
oltre il 40% - di madri passate ad allattare al seno).

| link


Approfondimenti...
Info:
MAMI Movimento Allattamento Materno Italiano: www.mami.org
ICMC - Coalizione Italiana per il Monitoraggio del Codice:
http://digilander.iol.it/icmc/
SOS Allattamento - Lega Consumatori Toscana: www.legaconsumatoritoscana.it
Chiediamo a voi, affezionati lettori dell'APPUNTALAPIS, un piccolo sforzo:
1) spedire via email la lettera che segue agli indirizzi indicati;
2) spedire tutto questo (lettera e premessa) a persone interessate.
Buona estate dovunque voi siate,

Lettera TTC

Ecco la lettera da inviare al ministro, agli onorevoli e, per conoscenza, a
noi:

*** ---------------
Prof. Girolamo Sirchia, Ministro per la Salute, Fax 06 59945226,
ministro@sanita.it
On. Cesare Cursi, Sottosegretario per la Salute, Fax 06 59945407,
c.cursi@sanita.it
On. Alessandra Mussolini, Camera dei Deputati, Fax 06 67609829,
mussolini_a@camera.it
p.c. L'APPUNTALAPIS
lettera@TraTerraeCielo.it

Oggetto: Latte artificiale gratis per famiglie povere

Abbiamo letto nella stampa di questi giorni (comunicato ANSA ripreso da numerosi quotidiani) della proposta, presentata in una conferenza stampa alla Camera, di fornire gratuitamente alle famiglie più povere il latte artificiale. La proposta sarebbe stata avanzata dall'On. Alessandra Mussolini insieme all'Associazione Movimento Donna (Amd), al Movimento Italiano Casalinghe (Moica) e alla Federazione Italiana Donne Arti e Professioni (Fidapa).

Ci sembra lodevole mettere la famiglia al centro dell'attenzione del
Governo, e ci sembra più che giusto preoccuparsi di ridurre lo svantaggio sociale e sanitario progressivamente accumulato dagli individui e dalle famiglie di reddito molto basso. Vorremmo fare tuttavia alcune considerazioni sull'intervento proposto.

I vantaggi dell'allattamento al seno sono risaputi. È risaputo anche che, con opportuna informazione ed adeguato sostegno, quasi tutte le mamme possono allattare. La ragione principale per il mancato allattamento al seno in Italia non è la scelta consapevole di non allattare e di ricorrere al latte artificiale, come dimostrato dal tasso di allattamento al seno alla nascita, tra i più alti in Europa ed a livello di quello dei paesi scandinavi. La ragione principale è il mancato sostegno nelle settimane e nei mesi successivi da parte di operatori sanitari che devono essere non solo convinti che l'allattamento al seno sia la scelta migliore (e per fortuna quasi tutti gli operatori sanitari lo sono), ma anche in possesso delle competenze pratiche necessarie ad aiutare la madre. Ciò si verifica sia in ospedale subito dopo il parto (sono solo 7 gli ospedali italiani certificati come Amici dei Bambini dall'UNICEF), sia dopo la dimissione,nelle prime settimane e nei primi mesi passati a casa, quando più frequenti sono i problemi, tutti di semplice soluzione, con l'allattamento.

La prima cosa da fare per aiutare le famiglie povere non sembra quindi offrire latte artificiale gratis, ma adeguato sostegno per risolvere i problemi e continuare ad allattare. La prescrizione di latte artificiale è la tipica soluzione "facile" dell'operatore sanitario che non è in grado di aiutare a risolvere questi problemi (ed è la soluzione attualmente adottata, per mancanza di competenza, dalla maggior parte degli operatori). Rendere ancora più facile questa prescrizione va in realtà contro le buone intenzioni della proposta, perché contribuirebbe ad aumentare ancor più il gap tra le famiglie più ricche ed istruite, che più facilmente risolvono i
problemi di allattamento ed i cui figli ne trarranno i conseguenti benefici, e le famiglie più povere e meno istruite, che avranno dei figli allattati artificialmente e quindi meno sani.

Noi proponiamo un'altra soluzione allo stesso problema:
· fornire competenze pratiche adeguate agli operatori sanitari incaricati di assistere queste famiglie, in modo che possano dare un aiuto concreto alle mamme che ne hanno bisogno;
· assegnare ogni famiglia identificata come bisognosa alle cure individuali e continue, se necessario mediante visite domiciliari, di un operatore sanitario con le competenze necessarie.
Interventi simili, seppure su scala ridotta, sono stati già attuati con
successo (a Messina, per esempio). In altre sedi (Trieste, Pordenone, Bologna, Parma, Reggio Emilia, Milano, Matera, e sicuramente in altri luoghi dei quali non siamo a conoscenza), i servizi sanitari collaborano con gruppi spontanei di madri per fornire un'assistenza ed un aiuto pratico ad allattare. Negli Stati Uniti, un programma governativo federale su larga scala simile a quello proposto dall'On. Mussolini, il WIC (http://www.fns.usda.gov/wic), che distribuiva enormi quantità di latte in polvere, ha invertito la rotta da oltre dieci anni nella direzione da noi proposta proprio per i gravi danni che l'offerta gratuita di latte artificiale causa all'allattamento al seno.

I metodi per fornire queste competenze agli operatori sanitari ed
eventualmente a madri volontarie esistono e sono di provata efficacia. Si tratta dell'Iniziativa Ospedali Amici dei Bambini dell'UNICEF, per gli operatori ospedalieri, la cui promozione dovrebbe essere accelerata, e dei corsi dell'OMS sul counselling per gli operatori del territorio, adattabili per le madri. Si tratta di una soluzione che in ogni caso dovrebbe essere adottata, perché non è immaginabile offrire l'altra soluzione (il latte artificiale gratuito) in eterno. Si tratta di una soluzione definitiva. Si
tratta di una soluzione meno appariscente (difficilmente meriterebbe articoli sui quotidiani), però ci sembra l'unica veramente in grado di diminuire lo svantaggio nutrizionale delle famiglie povere.

Infine, in relazione al prezzo elevato, rispetto alla media europea, del latte artificiale in Italia, ricordiamo che esiste una sentenza di condanna dei produttori da parte dell'Antitrust, confermata dal TAR del Lazio, per la costituzione di un cartello mirante a mantenere alti i prezzi al pubblico.
Crediamo che in ogni caso, indipendentemente dall'iniziativa prescelta, il Governo dovrebbe impegnarsi a far rispettare tale sentenza per far diminuire il costo del latte artificiale. Le consumatrici che decidessero di non allattare o che non avessero successo nell'allattamento al seno nonostante il sostegno fornito, dovrebbero in ogni caso poter usufruire di prezzi più bassi.

Cordiali saluti,

AGGIUNGERE: - nome, cognome, professione, città.

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